Tra Macondo e Gomorra

 

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Spazio.

ovvero “Così fan tutti” (…ma solo in certi luoghi e circostanze)

Spazio.

Che ne dite di un’amministrazione comunale che annualmente organizza una rassegna di concerti nelle pievi e nei castelli del proprio territorio?

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L’idea non è cattiva e il cartellone è, ancora una volta, apparentemente vario: un’opera lirica (!?), alcuni concerti di musica da camera e addirittura un gran finale con due solisti e la solita orchestra balcanica low cost. Ottima iniziativa ….. per chi non la conosce a fondo. Spazio.  

Spazio. 

Si potrebbe tacere e questo è ciò che istintivamente viene da fare: tacere e guardare altrove!

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Tacere perché i personaggi che ruotano intorno alle “messe in scena” e ai “drammi buffi” di queste estati all’ombra della Rocca, in fondo, sono così piccoli da suscitare una sorta di tenera compassione mista a divertimento, che fa quasi piacere.

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E’ un po’ come accendere la TV e rivedere uno di quei vecchi film di Totò: piccoli sindaci, piccoli assessori di paesi di provincia che amano vestirsi in doppio petto e tagliare nastri qua e là. Onorevoli “La Trippa” alla ricerca di un posto in parlamento e maestri “Scannagatti”, da una vita incompresi e frustrati, alla ricerca di un “Tiscordi” disponibile a scommettere su di loro e pubblicare le loro opere incomprese!  

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Dicevamo: tacere!

 Spazio.

Tacere perché le nostre energie meritano di essere spese in cose più costruttive. Tacere perché in fondo tutto questo fa ridere quando lo racconti ai musicisti veri: quelli che i concerti e le opere le organizzano sul serio, senza intrallazzi e sotterfugi. Tacere e guardare altrove!

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Altrove perché la musica in estate non abita tra queste colline. Nei centri vicini e nelle città toscane è tutto un allestire palchi, predisporre chiese, organizzare prevendite per iniziative di ogni tipo………..Nei centri vicini dicevamo………..Non qui! 

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Di fronte a tanta miseria si può solo parafrasare il grande Toscanini e dire molto semplicemente: “qui è morta la musica!”.

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Mi occupo di musica e educazione musicale ormai da vent’anni e amo troppo questo territorio e la gente che lo abita per non ritenerlo degno almeno di iniziative come quelle che si fanno in altri importanti centri storico – turistici della nostra bella Toscana.

 Spazio.

Vorrei vedere tanti turisti quanti ce ne sono a Volterra e a San Gimignano, perché so che non siamo da meno e vorrei tante altre cose che non rientrano nella nostra riflessione odierna, quindi torno in ambito musicale.

 

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Vorrei che non si dovessero pagare 15 € per assistere a un progetto scolastico che viene spacciato per opera teatrale: bello il progetto scolastico, ma l’opera è una cosa molto più seria, anche quando si definisce “buffa”! Dell’orchestra abbiamo già parlato. In mezzo ci sono proposte cameristiche anche buone, almeno sulla base dei nomi e dei programmi.

 Spazio.

Adesso entrano in gioco i ricordi, le esperienze negative del passato, la conoscenza – ahimé – di quelle persone, dei loro amici e degli amici degli amici. Fuori da qui non hanno il potere di muovere una foglia, ma in questa strana conca tra l’Arno e l’Elsa che a volte sembra raccogliere il peggio del peggio riescono ancora a fare il bello e il cattivo tempo.

 Spazio.

Dove voglio arrivare?

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A raccontare il “dietro le quinte”: non quello dei singoli concerti di cui non può fregarci di meno, ma quello dell’intera iniziativa.

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In sintesi: gli “amici degli amici” organizzano normali attività scolastiche e concerti che qualunque musicista o associazione del territorio potrebbe allestire. Gli “amici” finanziano il tutto preoccupandosi di fare in modo che passi per un’operazione di alta qualità e contemporaneamente ostacolano chi, lavorando su quello stesso territorio, potrebbe e dovrebbe fare altrettanto. Tutto questo accade da anni: non nel più remoto paesino del nostro sud, ma in mezzo alla civilissima Toscana, in questa sorta di zona franca che sembra collocarsi tra Macondo e Gomorra. Qui, come nella Macondo di “Cent’anni di solitudine” il tempo si ferma, lo spazio si annulla e, purtroppo, come nei racconti di “Gomorra“, trovano spazio eventi che sarebbero impensabili appena pochi chilometri più il là.

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Un mio vecchio preside disse: “da qui a Firenze ci sono solo quaranta chilometri, ma se ti guardi intorno sembrano quarantamila”.

Spazio.

Spazio.

“Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna”

Spazio.

N. Machiavelli

Tra Macondo e Gomorraultima modifica: 2008-07-18T01:10:00+02:00da fernandoblog
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