Vengo dopo il Tiggì

Che cosa si può scrivere dopo l’ascolto del TG1 delle 13.30?

Spazio.

891747cf2a7ed82154bab2030ae06678.jpg

Spazio.

Incominciamo con un piccolo gioco di parole.

Spazio.

La spinetta è uno strumento a tastiera, a corde pizzicate, diffusa tra il Seicento ed il primo Ottocento.

Spazio.

01d4da831f85093de6ace8657227279c.jpg

Spazio.

Se accentiamo l’ultima “A” il nome del grazioso strumento si trasforma nel cognome, italiano ma odiosamente francesizzato, dell’antipatico presidente di Air France.

Spazio.

abb7b00c19f6bf47ac5fa68961f31ccf.jpg

Spazio.

Non mi intendo di economia e già ai tempi della scuola superiore le ore dedicate alle materie economiche mi suscitavano sbadigli, attacchi di sonno, voglia di distrazione, evasione, arte, musica, poesia e altre cose belle e creative.

Spazio.

Non conosco le ragioni che hanno spinto certi politici a prendere certe decisioni, però semplicemente non mi va che un francese arrogante venga da noi a dettare condizioni, a licenziare più di duemila persone e a relegare in secondo piano l’aeroporto più importante del nord Italia.

Spazio.

Ok c’è la globalizzazione e c’è l’Europa unita, però quando ai francesi gli tocchi qualcosa – l’energia elettrica tanto per fare un esempio – fanno barricata e interviene Chirac in persona a difesa dei propri colori e, soprattutto, dei propri interessi nazionali.

Spazio.

Diamo allora il benvenuto alle possibili cordate tricolori, da qualsiasi parte arrivino e rimandiamo a casa il cuginetto odioso e arrogante.

Spazio.

3ae5ed08963dfcd2def1de71062e2f1c.jpg
Spazio.

Il blog assume adesso toni  estremamente seri e lo fa per dedicarsi alle due notizie più drammatiche di questi giorni.

Spazio.

Proviamo a parlare di Tibet e di strisce pedonali.

Spazio.

Il fatto drammatico accaduto a Roma è da imputare all’alcool e alla velocità, oltre che all’irresponsabilità di chi si è messo alla guida in quelle condizioni. Vogliamo sperare che nulla di simile debba ancora accadere.

Spazio.

64d9fc35b21b32a8574d8d8a6ba35298.jpg

Succede però ogni giorno di assistere alla scena del pedone che attraversa e dei cretini che non si fermano o, per non lasciare dubbi riguardo alla stupidità espressa, aggiungono la strombazzata o la sgridata al malcapitato attraversatore.

Spazio.

Poi ci sono quelli che si fermano e fanno un cenno rassicurante con la mano: “Attraversa pure, per questa volta ho deciso di non schiacciarti!”, sembrano dire dietro il sorriso con cui accompagnano il gesto di benevolenza.

Spazio.

Dalla parte dei pedoni troviamo invece quelli che ringraziano il benefattore (?), oppure quelli che passano lunghi minuti di fronte alle zebre e non capisci se vogliono attraversare davvero, se stanno contando le auto di passaggio o riflettendo sui massimi sistemi nell’attesa del momento propizio.

Spazio.

Sono sintomi preoccupanti, che attestano la consapevolezza di un’idiozia così diffusa da diventare regola al di sopra delle regole.

Spazio.

Proprio così: la regola è passare, l’eccezione fermarsi.

Spazio.

Al contrario di quanto accade appena oltre le Alpi, dove ci sono personaggi come il nostro “spinettà” (apposta lo scrivo con la minuscola e l’accento finale), ma dove si è normalmente abituati a inchiodare appena qualcuno posa il piede sulla carreggiata.

Spazio.

Chiudiamo l’argomento suggerendo ai nostri amministratori locali, così bravi a collocare autovelox e telecamere un po’ ovunque, di fare qualcosa per aiutarci a diventare cittadini migliori e scattare qualche foto anche alle targhe dei non pensanti che attentano alla vita degli altri sulle strisce.

Spazio.

Dalla nostra quotidiana povertà culturale passiamo ora a una terra millenaria ricca di sapienza e di cultura: il Tibet.

Spazio.

Da questo blog parte la totale solidarietà verso il popolo del Tibet che lotta per continuare ad esistere.

Spazio.

Ancora una volta armi puntate contro il sapere. Quante storie simili ci sarebbero da raccontare: dalle invasioni barbariche all’annientamento delle civiltà precolombiane, da Hitler ai Gulag, dai Buddha presi a cannonate alle vicende della ex Birmania. E sono solo alcuni esempi!

Spazio.

Da questa parte del mondo registriamo le parole ipocrite di chi finge di stare dalla parte dei tibetani, ma in realtà si preoccupa di non turbare l’amico economicamente comodo.

Spazio.

b7e21fb2780b2e70f6f977e22fa77ac9.jpg

Spazio.

Allora si continua a voltare la testa e a guardare altrove, come quando qualcuno attraversa sulle strisce, ignorando i carri armati mandati a sparare sui monaci così come abbiamo ignorato le esecuzioni di massa, l’immigrazione illegale, lo sfruttamento minorile, la censura e le altre squallide porcherie provenienti da Pechino e dintorni.

Spazio.

d01c137d6628f8623d36566d4c1eeb6c.jpg

Spazio.

Se qualche anno fa, alle superiori, avessi solo intuito che l’economia potesse essere così pericolosa, forse non avrei solo sbadigliato e pensato ad altro, ma con tutto il rispetto per i miei professori, che ricordo con tanto affetto, sarei almeno uscito di classe. Spazio.

Spazio.

Spazio. 

Fernando C.

Vengo dopo il Tiggìultima modifica: 2008-03-21T19:10:00+01:00da fernandoblog
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Vengo dopo il Tiggì

Lascia un commento