Con il cielo tutto intorno

Un fine settimana apparentemente normale: la scuola che finisce a mezzogiorno, una spesa frettolosa per mettere in casa qualcosa da mangiare e poi ancora pioggia.

Spazio.

Da qualche giorno tutto si consuma “tra gli attimi e la pioggia”.

Spazio.

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Spazio.

Gli attimi continuano a dilatarsi e a sconvolgere i tempi di una normale esistenza, mentre la pioggia invernale alterna qualche scroscio violento a una fine acquerugiola che dal recente inizio fa da sfondo a questa vicenda.

Spazio.

Pistoia si divide tra comizi, coriandoli, maschere e qualche passeggiata pomeridiana, con tanto di caffè, negozi e vetrine.

Spazio.

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Spazio.

Storie che si incrociano, si accavallano e si sovrappongono tra loro in un sabato freddo e allo stesso tempo pacifico di fine carnevale.

Spazio.

Non una storia – forse non ancora – piuttosto una piccola vicenda nata tra gioco e realtà: “tra gli attimi e la pioggia” di questo inizio febbraio.

Spazio.

Una vicenda che poteva concludersi immediatamente.

Poteva durare un minuto, mezz’ora, forse lo spazio di un pomeriggio.

Poteva svanire tra le folate gelide della sera, perdersi in mezzo a quella stessa folla in cui era iniziata e sparire per sempre in una selva di corse, ombrelli, fari, parcheggi e clacson.

Spazio.

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Spazio.

Sarebbe stata dimenticata presto, con l’aiuto di cene che sembravano fatte apposta e di qualche bicchiere di conforto, poi sepolta definitivamente tra le domande, le parole e le battute degli amici.

Spazio.

La domenica mattina avrebbe avuto il corso delle solite domeniche che si vivono da un po’ di tempo: di quelle che non fanno preoccupare più di tanto per il sopraggiungere del lunedì e per l’inizio della nuova settimana.

Spazio.

“Il caos impazzito dell’imprevisto e il fascino dell’imprevedibile

esauriscono le nostre  corse

aprendo gli spazi a ipotesi incontrollate!”

Spazio.

Mi torna in mente questa frase, parte di una cosa che scrissi nell’estate del 2006.

Spazio.

Non è stato caos impazzito: è stata subito una grande serenità, la naturalezza di un dialogo sincero, il piacere del parlare e dell’ascoltare.

Spazio.

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Spazio.

Il parlare e l’ascoltare portano allo scoprirsi, al conoscersi, allo svelarsi di particolari che laddove non coincidono riescono comunque a produrre incastri inaspettati.

Non è stato il “caos impazzito dell’imprevisto”, ma un grande “fascino dell’imprevedibile” che ha improvvisamente esaurito le nostre corse e ha dato spazio a nuove ipotesi.

Spazio.

Così è volato via un intero pomeriggio: pieno di uno “star bene” ormai dimenticato, colmo di parole, racconti e risate che hanno aperto il cielo tutto intorno al tavolino di quel bar.

Spazio.

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Spazio.

Il cielo! Nonostante la pioggia, il freddo, la prudenza e le previsioni della vigilia.

Spazio.

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Spazio.

E’ naturale voler ripetere ciò che suscita felicità e piacere e allora tra gli attimi e la pioggia ancora più scrosciante si è consumata una domenica sera altrettanto piacevole: storie che si dipanano, anime che si svelano, sorrisi che richiamano altri sorrisi e poi piatti, posate, bicchieri e ancora un tavolino . . . . . con il cielo tutto intorno.

Spazio.

Spazio.

Fernando C.

Con il cielo tutto intornoultima modifica: 2008-02-04T15:32:39+01:00da fernandoblog
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2 pensieri su “Con il cielo tutto intorno

  1. E’ l’ora di inaugurare un quadernino tutto nuovo.

    Era un regalo per il mio compleanno, un regalo fatto da chi mi conosce da tempo e conosce quella mia antica passione di scrivere di tutto e di tutti, in piccoli quaderni in cui si racchiudono e si compiono stralci di vita.
    Un quadernino non finiva mai perché si esaurivano le pagine, ma perché si esauriva quella fetta di viaggio e se il viaggio continuava mentre le pagine iniziavano a scarseggiare, la scrittura si raccoglieva, si faceva più fitta e vicina, in attesa di una conclusione che non fuoriuscisse dai confini che le erano stati assegnati.
    Questo stava lì in un cassetto da giugno, con la sua mezzaluna color smeraldo, in cartapesta, sulla copertina. Mi era piaciuto, così come doveva essere piaciuto a chi l’aveva notato sulla bancarella di uno dei primi mercatini estivi. Mi era piaciuto perché quel 21 giugno sembrava dovesse regalarmi una estate tutta nuova, da costruire, piena di aspettative e di solide consuetudini, un’estate che mi permetteva di lasciare molto di me indietro, nel grigiore di un inverno lunghissimo, che mi aveva accompagnato tenace quasi fino alle soglie di quell’agognato solstizio.

    Ma il tempo si dilata e si stringe all’improvviso, modifica il suo corso e il tuo corso, quando nessuna nube avevi previsto.
    Il mio nuovo inverno è iniziato poche ore dopo aver scartato quel quadernino.
    Non ho più scritto niente per tutti questi lunghi, ma brevissimi mesi, non una data, non un nome, non un promemoria, un progetto, una scadenza. Le parole, le idee, i tormenti su temi gravidi di dubbi, interrogativi senza alcuna risposta possibile, affioravano soltanto, bagnati di ricordi, pensieri, tristezze che si perdevano prima di essere state fissati sul foglio. Tutto è stato fermo, silenzioso, immobile in un’attesa che sfiancava ogni giorno di più nel desiderio che arrivasse ciò che temevi.
    Ed è arrivato. Ti ha paralizzato ancora una volta e le prime cose che sei riuscita a scrivere le hai affidate ad un foglio volante, sperando che tutto ciò che scrivevi non fosse realmente una fetta del tuo viaggio. E invece tornavi da un viaggio autunnale, che già presagiva un nuovo lunghissimo inverno, che ti avrebbe investito senza regalarti un solo giorno di sole.

    Ma il tempo si dilata e si stringe all’improvviso, modifica il suo corso e il tuo corso, quando nessun raggio di sole avevi previsto.
    Mi chiedo se non sia una nuova primavera quella che sta conquistando terreno in questi giorni. Coraggiosa, sfacciata, noncurante della pioggia continua e battente. Una primavera che è riuscita a spaventarmi per l’irruenza con cui mi ha svegliato, ma che ora, stasera, mi rassicura, prova a incoraggiarmi … leggendo e scrivendo di attimi e di pioggia…

    Una primavera che mi ha fatto aprire un primo cassetto, per tirar fuori un quadernino con una mezzaluna in cartapesta color smeraldo…

    Amarillide

  2. La pioggia sta diventando la preziosa alleata di queste giornate.
    Io che sono tutto estate, sole e mare la sto apprezzando come mai mi era capitato prima.
    Tra la pioggia il tempo che scorre in modo diverso, i sorrisi, i racconti e tante, tante parole dette e scritte.
    Parole come quelle di questi ultimi post, come quelle che hanno inaugurato il tuo quadernino, come quelle che sto scrivendo a quest’ora in cui dovrei essere già a dormire.
    La vita ci costringe a chiudere cassetti, ci impone silenzi e inverni, ma poi ci regala sempre una primavera, un nuovo quaderno ed una bella pagina bianca per ricominciare a scrivere.
    A domani,
    Fernando

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