In tua assenza

Ora che mi manchi più forte

posso intravederti a malapena

tra i bagliori fiochi dell’insonnia

e la coltre bianca e spessa

di questa notte improbabile.

Sono notti da far passare presto,

da ingoiare in un fiato,

da dimenticare in fretta.

Adesso un cielo di nebbia

sembra annegare le sue rare stelle

in un folle oceano di silenzio;

ma io riesco a vederti più chiara,

più vera,

forse anche più mia,

quando spingo la mente barcollante

fino agli abissi remoti dell’anima,

laddove tutto splende nitido,

assolutamente limpido

e sincero.

Allora capisco che la certezza di quello che ho dentro,

la forza di quello che sto provando,

non sono altro che la dolce scoperta

di sentirti parte importante del mio essere:

incontrarti prima di averti incontrata,

conoscerti prima di averti conosciuta,

e alla fine scoprirti proprio così,

come volevo che fossi.

In tua assenzaultima modifica: 2007-09-25T18:28:53+02:00da fernandoblog
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21 pensieri su “In tua assenza

  1. Grazie per avere assecondato la mia richiesta 🙂 Non ci sono parole per spiegarla, se è dedicata ad una persona è di sicuro la persona più fortunata del mondo, parole così non hanno bisogno di alcuna dimostrazione, dichiarazione, spiegazione ulteriore e sono una stupenda e meravigliosa certezza.
    Vorrei anch’io che fosse per me, ma non lo è perché purtroppo non ci conosciamo.
    Adesso ne aspetto altre, ma dove trovi queste parole? Come fai a scrivere queste cose? Buona domenica.
    Valeria

  2. . . . incontrarti prima di averti incontrata,

    conoscerti prima di averti conosciuta,

    e alla fine scoprirti proprio così,

    come volevo che fossi.

    Lulù ha ragione, però a me non capita mai di incontrare uno che mi dice queste parole. Continuo a sperare nel futuro, chissà . . .

  3. Non ho commentato perché lo avete fatto ampiamente voi.
    Mi avete quasi fatto diventare rosso, io che di solito non mi vergogno di niente. Comunque grazie, commentate anche gli altri post ed un in bocca al lupo ad Irene per un futuro di belle parole, ma soprattutto fatti positivi ed importanti. Fernando

  4. Che cos’è per te l’assenza? Che significa “gli abissi remoti dell’anima”. Credi nell’amore eterno? Scusa se sono un po’ curiosetta, ma sono curiosa di conoscere la tua risposta. Le altre che scrivono sul tuo blog le conosci tutte o sono delle sconosciute come me? Romina

  5. L’assenza è più della nostalgia e della mancanza di qualcuno.
    L’assenza è vuoto interiore, silenzio forzato, tristezza inaspettata e a volte immeritata.
    L’assenza è ritrovarsi muti avendo mille cose da dire, interrogarsi senza avere risposta, costringersi al buio quando tutto in noi chiede luce.
    Quello che è stato sottolineato nei vostri interventi, il lato sentimentale, è solo un aspetto di questo tema che ritorna in ogni epoca, in ogni letteratura, in ogni espressione artistica, in ogni civiltà e cultura musicale.

    Gli “abissi remoti dell’anima” sono quella condizione del pensiero in cui non si è più in grado di mentire a noi stessi e agli altri.
    Ci si ritrova “veri” e ci si vede per quello che effettivamente siamo: senza maschere, senza paure, senza quegli atteggiamenti etici e mentali con cui ogni giorno condizioniamo la nostra esistenza.
    Se in questo stato interiore continui a capire che qualcuno è davvero importante per te e per la tua vita, significa che lo è veramente, perché non ti limiti a pensarlo, ricordarlo o desiderarlo, ma lo senti parte viva di te.
    Questo è il percorso della poesia, che parte nel dolore per approdare ad una conclusione positiva che va al di là dell’assenza stessa.
    Il desiderio diventa certezza nonostante l’assenza.
    La certezza è sapere che la persona che hai o vorresti avere vicino è proprio ciò che avevi sempre cercato, forse intravisto in altri momenti della tua vita, assaporato nei tuoi desideri, ma mai respirato e vissuto fino in fondo come accade in questo caso.
    La persona che è “parte importante del tuo essere” non deve cambiare per camminare al tuo fianco e tu non devi cambiare per starle accanto.
    Va bene così com’è, anche nelle differenze di gusti, idee ed opinioni che possono esserci, perché tutto può compiersi e completarsi in un cammino forte e sicuro e non c’è ostacolo, a parte la morte, che possa essere in grado di comprometterlo.

    Amore eterno?
    L’eternità è una parola grossa, però quando il sentimento riesce a toccare i nostri “abissi” più remoti, la reazione interiore che ne scaturisce si avvicina molto all’eternità.
    L’eternità che percepiamo in questi casi non va intesa in senso assoluto, si tratta piuttosto dell’incontro – scontro con una positività incommensurabile ed indefinibile a parole.
    Questo sentire positivo cresce dentro di noi, si assesta come certezza, si rafforza nell’incontro con l’altro e ci porta al di là dei normali punti di riferimento che ci costruiamo intorno.
    Da qui il senso dell’eternità, che coincide con l’incapacità di stabilire dei confini spazio – temporali ad una condizione interiore.

    Ultimo quesito.
    A parte pochi casi, che si firmano con nome e cognome, non conosco nessuno di quelli che hanno finora frequentato le pagine di questo blog, o forse alcuni li conosco ma si nascondono bene dietro i loro nick.
    A presto!

    Fernando

  6. Sai la cosa buffa? Sapendo che sei un musicista, e che da un po’ di tempo non puoi più suonare come prima, questi versi potrebbero avere anche come dedicataria speciale proprio la Musica, che conosci da sempre, che hai dentro da prima di conoscerla a fondo studiandola, e che hai scoperto essere proprio come sognavi da bambino guardando le foto d’un clarinetto sull’enciclopedia musicale (ho in testa l’eco della favola-racconto sull’incontro col tuo strumento…), e che ora inevitabilmente ti manca. Bè, so bene che la mia esegesi deluderà le tue fans… ma tant’è! 😛
    ^^

  7. Un po’ come “Vivo per lei” allora.
    Mah, può essere.
    Non pensavo di scatenare tutto questo con una semplice poesia, comunque sotto casa mia non si è ancora presentato nessuno per chiedermi l’autografo.
    Vivo con intensità le mie esperienze, nel bene e nel male, purtroppo sono fatto così.
    La misi perché mi fu chiesto di pubblicare qualcosa di recente e questa risale al periodo ispano – italico dello scorso luglio.
    Non so che altro dirti, è stata ampiamente discussa e analizzata in tutte le salse ed è stata la pagina più visitata del mese di ottobre.
    Ed io che avevo fatto il blog per parlare della distonia!!!
    Fernando

  8. Non so se è una banalità, comunque per me in una donna è fondamentale il sorriso.
    Potrà sembrarti una sciocchezza, ma un sorriso può comunicare quanto e più degli occhi.
    Qualche esempio?
    Un sorriso può essere: sincero, falso, ironico, accattivante, sensuale, beffardo, amichevole, di comodo, educato, misurato, profondo e via dicendo.
    Sorridimi e ti dirò chi sei!
    Fernando

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