L’estasi del risveglio

Aprire gli occhi inermi
al sollievo della prima luce,
trattenere il fiato
e godere ancora un attimo
del sapore lasciato dai sogni.
Gustare le ultime scaglie sfocate
di quel palpitante luccichio
che si fa remoto e impercettibile:
come un’idea di mare
intravista tra le case e l’asfalto
nei vapori della calura estiva.
Socchiudere le palpebre
al giorno che si propone
tra gli spiragli e le fessure,
e abbandonare i sensi
a quella stanca euforia
che ci attende puntuale
tra la fine del riposo notturno
e l’estasi informe del primo risveglio.

Fernando Campigli, 2007

L’estasi del risveglioultima modifica: 2007-08-24T01:54:58+02:00da fernandoblog
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6 pensieri su “L’estasi del risveglio

  1. Grazie Valeria. Credo che la maggior parte delle persone senta il bisogno di scrivere qualche verso, anche se poi manca loro il coraggio di ammetterlo. Io fino a pochi anni fa scrivevo soprattutto per me stesso. Poi una mia carissima amica, Chiara, mi ha convinto a farle leggere i miei versi. Abbiamo fatto un primo scambio: io le ho passato le mie poesie, lei le sue.
    Successivamente è nata “Oltre le nuvole”, una rassegna di poesia giunta alla quarta edizione e lì c’è stato il passo più coraggioso: quello di far leggere i miei versi in pubblico.
    Il terzo ed ultimo passo è proprio questo, la pubblicazione in rete. Ci ho riflettuto un po’ e ho deciso che se voglio dare, attraverso il blog, un’idea di quella che è la mia vita, la poesia non può restarne certo fuori.
    Questa l’ho scritta quasi di getto, altre sono state modificate, corrette, arricchite anche per anni prima di raggiungere la struttura definitiva.
    A differenza della musica, per la poesia non possiedo molte conoscenze tecniche, quindi scrivo quello che mi viene in mente, poi, se necessario, correggo.
    Per questo motivo mi risulta difficile dare spiegazioni, anche se in questo caso è abbastanza semplice.
    Sono le sensazioni di quando ci si sveglia al mattino, magari in un giorno festivo in cui non si deve saltare il letto di corsa. Sono gli attimi in cui non capisci se sei già sveglio o se stai sempre sognando, allora provi a socchiudere gli occhi per fare finta di nulla, ma i sogni una volta interrotti non si possono riprendere. Quindi non ti resta altro da fare che goderti a fondo il momento, compresa quella strana stanchezza che sentiamo anche se abbiamo dormito! Le analogie con la vita le lascio alla tua interpretazione. A presto!
    Fernando

  2. Vorrei pubblicare anche altre poesie.
    Poesie di autori importanti che abbiano un collegamento con i temi di questo blog, poesie di amici, poesie della rassegna “Oltre le nuvole” che organizziamo ogni anno, poesie che, spero, mi arriveranno da voi lettori e che pubblicherò volentieri.
    Incomincia a inviarmene una a fernandoblog@alice.it e vediamo di pubblicarla!
    Per quanto riguarda la seconda domanda vorrei fare una premessa.
    Il blog racconta la mia vita privata solo negli aspetti che riguardano la musica, i miei interessi, la distonia.
    Vorrei che gli interventi privilegiassero questi argomenti e che queste pagine non diventassero una specie di chat o di rubrica per cuori solitari!
    Comunque la risposta è affermativa.
    La musica e i versi che tento di scrivere non sono sganciati dalla vita, quindi ne riguardano ogni aspetto, compreso quello sentimentale.
    Anche quando non lo affrontano direttamente, in ogni caso, finiscono per risentirne.
    E poi dedicare le cose che ci vengono meglio ad una persona che per noi è importante rappresenta una bella soddisfazione, soprattutto quando l’altra parte apprezza e riesce a capirne il senso.
    Fernando

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