Gufi sotto il sole

I gufi dormono di giorno e cacciano di notte, trascorrono l’inverno riuniti in branco sullo stesso albero ed emettono un verso che alcune tradizioni popolari vogliono far somigliare alla parola cruz, in spagnolo “croce”.

 

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Si racconta che in origine i gufi fossero uccelli diurni, diventati notturni dopo avere assistito alla crocifissione di Nostro Signore e alle tenebre che in seguito ad essa avvolsero tutta la terra. Da allora preferirono vivere nell’ombra e ricordare con il loro verso il sacrificio che segna il compiersi della Passione cristiana e la speranza della salvezza.

Il gufo in molte fiabe e leggende è espressione di “anzianità” e “saggezza”, mentre in tempi più recenti ha dato luogo al verbo “gufare”, che significa chiamare sciagure e eventi negativi.

Dopo alcuni giorni di pioggia e temperature sotto la media un timido sole si affaccia da est e ricomincia a scaldare l’aria. Nel piccolo market di provincia entra un cliente in abiti leggeri e dai colori vivaci, saluta sorridente facendo riferimento alla bella mattina e ne riceve qualche timido sorriso di assenso dalle cassiere e dagli altri avventori in fila.

Poi arriva il solito “gufo diurno”, con ancora indosso la pesante felpa nera del giorno precedente e chiede senza salutare e senza rivolgersi a qualcuno in particolare: “Quando arriverà l’estate?”. Allora si scatena il dibattito: “Forse l’estate durerà una sola settimana”. “Forse non arriva più, perché dopo ferragosto viene un temporale ed è già autunno” (questa la sento da almeno trenta anni, perché – ahimè – anch’io sono cresciuto in mezzo ai gufi). “Ormai non arriva più: fa freddo!”. Poi l’analisi che riscuote i maggiori consensi decretando la chiusura del dibattito: “L’estate finisce tra quindici giorni!”. Si tratta di una ripetizione dei concetti precedenti, ma il tono severo, da vero gufo delle fiabe, ha assicurato autorevolezza e credibilità tra i clienti in fila, mentre il povero ottimista sta ancora facendo la spesa tra gli scaffali del piccolo supermercato.

 

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Solo pochi giorni fa si parlava di caldo africano insopportabile, di raggi ultravioletti, del bere acqua e mangiare verdura, del livello di ozono, e tutto sommato, nonostante i gufi, sta facendo ancora caldo.

Qualcuno ha detto – ed è vero – che: “Nella storia non c’è stato un solo pessimista decisivo per le sorti dell’umanità”, ma nonostante questo, nella società dei pensieri a breve scadenza, i pessimisti continuano ad avere successo: quando parlano del tempo, dell’importanza della salute, delle stagioni che non esistono più, del “si stava meglio quando si stava peggio” o del “meglio qui che a un funerale”.

Quanto e come dovremo lavorare con i nostri allievi e con il nostro pubblico per cercare di arginare il proliferare dei gufi, per aiutare le persone ad allungare oltre l’oggi i propri pensieri e i propri desideri, per ridare spazio e credibilità ai sogni di ciascuno e di tutti noi? Si potrebbe dare una risposta pessimistica ma è stato così impegnativo il cammino percorso per staccarsi dal “pensiero dei gufi” che adesso, per fortuna, è diventato impossibile tornare indietro e l’incomprensione è senz’altro da preferirsi all’acclamazione dei pensatori di breve gittata.

Per il nostro blog, ad esempio, la Grecia sarà sempre la terra di Socrate, Aristotele e Platone, la patria degli studi di Pitagora, la culla dell’epica, della storia e della cultura dell’intero Occidente.

 

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Raffaello Sanzio, Aristotele e Platone, particolare da “La scuola di Atene” (1510)

 

Invece per molti gufi televisivi, da vari mesi, pensare alla Grecia significa pensare a fondi di investimento, debito pubblico e crisi economica.

Che direbbero Aristotele e Platone di quattro banchieri che decidono di “attaccare” un paese e lo portano alla fame con la complicità di altri quattro banchieri che dietro la maschera di fottutissime agenzie di rating tolgono o regalano “A” determinando la salita o la discesa delle borse mondiali?

Prima la Grecia, poi l’Irlanda e il Portogallo, forse domani la Spagna e non dico altro su di noi perché non sono un gufo. E’ una sorta di Risiko gonfiato con i soldi sporchi dei potenti, alle spalle del quale la carestia in Somalia miete vittime ogni giorno.

L’economia mondiale potrebbe mobilitarsi e correre in aiuto del più debole, ma non lo fa perché è troppo impegnata a rincorrere le “A” di Moody’s o di Standard & Poor’s.

Il blog ammira il presidente Obama, che, pur impegnato nella rincorsa delle “A”, ha chiesto al mondo di intervenire in soccorso del paese africano, mentre depreca ancora una volta gli amici cinesi che invece di esprimersi in favore della suddetta richiesta rompono il silenzio per invitare lo stesso presidente a impegnarsi maggiormente nella rincorsa del rating favorevole.

 

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Che ne dite di una nuova – e pacifica naturalmente – lega achea che possa assediare fino allo stremo la solida fortezza dei gufi, dei pessimisti, degli economisti, degli speculatori, dei cinici, di quelli che fanno a spararla più grossa, dei sempre scontenti, degli arrabbiati e dei non sognatori?

 

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Il blog è naturalmente favorevole e augura a tutti i lettori una lunga estate, con tanto caldo e poche notizie economiche!

 

 

… vi sono momenti della vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.

[Oriana Fallaci].

 

 

Gufi sotto il soleultima modifica: 2011-07-30T13:13:03+00:00da fernandoblog
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