L’altra voce della musica

“In tanti anni di lavoro ho avuto la possibilità di venire a contatto con moltissime realtà musicali diverse fra loro ma nessuna mi ha colpito così tanto come quella venezuelana. Nelle mie permanenze a Caracas ho parlato spesso con ragazzi e ragazze che sono nati e cresciuti nella povertà dei barrios e che, proprio attraverso la musica, hanno avuto l’occasione di trovare un valore nella vita. Mi hanno raccontato come, grazie alla musica, ora sono in grado di vivere in condizioni sociali dignitose. La musica ha offerto loro un’alternativa. Un’alternativa alla droga e alla violenza.

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Alcuni sono diventati bravi, in certi casi ottimi musicisti. E l’orchestra è migliorata perché i componenti hanno creduto realmente in quello che stavano facendo. Per loro la musica è entusiasmo allo stato puro. Molti, quando si parla della musica in Venezuela, credono che laggiù non la si sappia fare, che laggiù nessuno sappia chi sono Mahler, Debussy  e Beethoven. E invece è l’esatto contrario. Ci vorrebbe soltanto un po’ di umiltà per rendersi conto che anche un paese considerato quasi Terzo mondo può insegnare qualcosa a noi europei. Lì la musica è riconosciuta come uno dei fondamenti della vita culturale del paese. Sono cose che fanno pensare. Fanno agire e devono far reagire … “

Claudio Abbado

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[Helmut Failoni, “L’altra voce della musica”, il Saggiatore, Milano 2006 2010]

                    

L’altra voce della musicaultima modifica: 2011-01-13T21:00:00+00:00da fernandoblog
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