Nelle notti d’estate …

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Nelle notti d’estate

un bambino guardava la luna,

seguiva il tracciato di quei monti,

di quelle valli,

di quei mari pacifici e silenziosi,

dove il bianco

prendeva vagamente i toni dell’azzurro.

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E la luna sembrava vicina,

a portata di mano,

bastava sporgersi un poco dalla finestra

e forse si poteva toccare.

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Erano assai più lontane

le sagome nere di quei cipressi,

che ondeggiavano

a causa di un sussurro impercettibile

e, nello spazio di un attimo

si ricomponevano;

oppure le luci bianche di quelle case,

là, oltre i vigneti,

e quel campanile,

che affacciandosi tra gli alberi,

custodiva il richiamo di poveri ricordi.

La notte raccoglieva le mille voci della campagna,

e il canto delle cicale

faceva da contrappunto

allo sbattere frettoloso di qualche finestra.

Nel sordo echeggiare di quelle voci,

mi misi a pensare,

e mi addormentai.

Spazio.

Spazio.

Fernando Campigli, 1986

Nelle notti d’estate …ultima modifica: 2009-07-22T17:43:44+00:00da fernandoblog
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