sabato, 30 luglio 2011

Gufi sotto il sole

I gufi dormono di giorno e cacciano di notte, trascorrono l’inverno riuniti in branco sullo stesso albero ed emettono un verso che alcune tradizioni popolari vogliono far somigliare alla parola cruz, in spagnolo “croce”.

 

gufo.jpg

 

Si racconta che in origine i gufi fossero uccelli diurni, diventati notturni dopo avere assistito alla crocifissione di Nostro Signore e alle tenebre che in seguito ad essa avvolsero tutta la terra. Da allora preferirono vivere nell’ombra e ricordare con il loro verso il sacrificio che segna il compiersi della Passione cristiana e la speranza della salvezza.

Il gufo in molte fiabe e leggende è espressione di “anzianità” e “saggezza”, mentre in tempi più recenti ha dato luogo al verbo “gufare”, che significa chiamare sciagure e eventi negativi.

Dopo alcuni giorni di pioggia e temperature sotto la media un timido sole si affaccia da est e ricomincia a scaldare l’aria. Nel piccolo market di provincia entra un cliente in abiti leggeri e dai colori vivaci, saluta sorridente facendo riferimento alla bella mattina e ne riceve qualche timido sorriso di assenso dalle cassiere e dagli altri avventori in fila.

Poi arriva il solito “gufo diurno”, con ancora indosso la pesante felpa nera del giorno precedente e chiede senza salutare e senza rivolgersi a qualcuno in particolare: “Quando arriverà l’estate?”. Allora si scatena il dibattito: “Forse l’estate durerà una sola settimana”. “Forse non arriva più, perché dopo ferragosto viene un temporale ed è già autunno” (questa la sento da almeno trenta anni, perché – ahimè - anch’io sono cresciuto in mezzo ai gufi). “Ormai non arriva più: fa freddo!”. Poi l’analisi che riscuote i maggiori consensi decretando la chiusura del dibattito: “L’estate finisce tra quindici giorni!”. Si tratta di una ripetizione dei concetti precedenti, ma il tono severo, da vero gufo delle fiabe, ha assicurato autorevolezza e credibilità tra i clienti in fila, mentre il povero ottimista sta ancora facendo la spesa tra gli scaffali del piccolo supermercato.

 

pessimisti.jpg

 

Solo pochi giorni fa si parlava di caldo africano insopportabile, di raggi ultravioletti, del bere acqua e mangiare verdura, del livello di ozono, e tutto sommato, nonostante i gufi, sta facendo ancora caldo.

Qualcuno ha detto – ed è vero – che: “Nella storia non c’è stato un solo pessimista decisivo per le sorti dell’umanità”, ma nonostante questo, nella società dei pensieri a breve scadenza, i pessimisti continuano ad avere successo: quando parlano del tempo, dell’importanza della salute, delle stagioni che non esistono più, del “si stava meglio quando si stava peggio” o del “meglio qui che a un funerale”.

Quanto e come dovremo lavorare con i nostri allievi e con il nostro pubblico per cercare di arginare il proliferare dei gufi, per aiutare le persone ad allungare oltre l’oggi i propri pensieri e i propri desideri, per ridare spazio e credibilità ai sogni di ciascuno e di tutti noi? Si potrebbe dare una risposta pessimistica ma è stato così impegnativo il cammino percorso per staccarsi dal “pensiero dei gufi” che adesso, per fortuna, è diventato impossibile tornare indietro e l’incomprensione è senz’altro da preferirsi all’acclamazione dei pensatori di breve gittata.

Per il nostro blog, ad esempio, la Grecia sarà sempre la terra di Socrate, Aristotele e Platone, la patria degli studi di Pitagora, la culla dell’epica, della storia e della cultura dell’intero Occidente.

 

Aristotele e Platone.jpg

Raffaello Sanzio, Aristotele e Platone, particolare da "La scuola di Atene" (1510)

 

Invece per molti gufi televisivi, da vari mesi, pensare alla Grecia significa pensare a fondi di investimento, debito pubblico e crisi economica.

Che direbbero Aristotele e Platone di quattro banchieri che decidono di “attaccare” un paese e lo portano alla fame con la complicità di altri quattro banchieri che dietro la maschera di fottutissime agenzie di rating tolgono o regalano “A” determinando la salita o la discesa delle borse mondiali?

Prima la Grecia, poi l’Irlanda e il Portogallo, forse domani la Spagna e non dico altro su di noi perché non sono un gufo. E’ una sorta di Risiko gonfiato con i soldi sporchi dei potenti, alle spalle del quale la carestia in Somalia miete vittime ogni giorno.

L’economia mondiale potrebbe mobilitarsi e correre in aiuto del più debole, ma non lo fa perché è troppo impegnata a rincorrere le “A” di Moody’s o di Standard & Poor’s.

Il blog ammira il presidente Obama, che, pur impegnato nella rincorsa delle “A”, ha chiesto al mondo di intervenire in soccorso del paese africano, mentre depreca ancora una volta gli amici cinesi che invece di esprimersi in favore della suddetta richiesta rompono il silenzio per invitare lo stesso presidente a impegnarsi maggiormente nella rincorsa del rating favorevole.

 

Obama.jpg

 

Che ne dite di una nuova – e pacifica naturalmente – lega achea che possa assediare fino allo stremo la solida fortezza dei gufi, dei pessimisti, degli economisti, degli speculatori, dei cinici, di quelli che fanno a spararla più grossa, dei sempre scontenti, degli arrabbiati e dei non sognatori?

 

sole estivo.jpg

 

Il blog è naturalmente favorevole e augura a tutti i lettori una lunga estate, con tanto caldo e poche notizie economiche!

 

 

… vi sono momenti della vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.

[Oriana Fallaci].

 

 

giovedì, 16 giugno 2011

I pendolari e la “Trauermarsch”

 

Ci sono pendolari e pendolari …

Ognuno ha una storia diversa da tutti gli altri anche se la destinazione può essere comune. Durante il viaggio se ne possono recepire aspetti interessanti: giornali e libri sfogliati, musica che arriva dal lettore portatile, suoneria del cellulare, qualche parola quando si può e … con un magico intreccio di realtà e immaginazione si traccia il profilo dell’anonimo passeggero che solo pochi minuti prima si era educatamente seduto davanti a noi.

Treno.jpg


Ci sono i pendolari delle fabbriche, a volte già in tuta da lavoro, con la borsetta inconfondibile e il giornale sotto il braccio.

Li incontri sui treni al mattino presto e le loro facce hanno il colore di chi è abituato a partire quando è ancora buio per vedere l’aurora dai finestrini del regionale.

Ci sono poi i pendolari “affettivi”: padri e madri che corrono a facilitare la vita a figli sposati e trasferiti in altre città, ma anche e soprattutto simpatici nonni con le foto dei nipotini nel portafoglio.

pendolari.jpg


Una particolare citazione meritano altre due tipologie di pendolari: quelli della musica e quelli della scuola.

I primi sono facili da individuare a causa delle custodie degli strumenti. Viaggiano in gruppo e quando capiscono di avere di fronte un collega si familiarizza con facilità, ci si lascia andare a confidenze di ogni tipo e spesso scopriamo di avere suonato insieme in chissà quale concerto di chissà quanti anni fa.

I pendolari della scuola hanno l’aria curiosa e intellettuale che deriva dalla conoscenza, ma anche quel misto di rabbia e rassegnazione che cresce proporzionalmente agli anni di precariato. Non avendo gli strumenti si mimetizzano meglio dei musicisti, ma con un po’ di attenzione si possono riconoscere dalle letture, dal corredo di matite, gomme e penne di ogni colore, per fugare ogni residuo dubbio quando aprono la borsa e si mettono a correggere le verifiche.

E’ bello appartenere ad entrambe le categorie, ed è bello appartenere al mondo variopinto del treno, così interessante e sempre diverso a confronto di quello ripetitivo, solitario e alienante dell’automobile.

Un tipo parla di affari al telefono con la facilità e la dimestichezza di chi passa le giornate tra interessi, tassi, fidi e investimenti: “Vendere”, “Comperare”, “Non so se dobbiamo riunire il consiglio di amministrazione”, “Aspettiamo la scadenza naturale”…

stupidità.jpg


Parla forte per farsi sentire e l’unico antidoto al remoto ricordo di tante mattine noiose passate nelle aule di Ragioneria tra calcoli, registrazioni di fatture e articoli in partita doppia sembra essere ancora una volta la musica: una “Quinta” di Mahler diretta magistralmente da Abbado che farebbe correre liscio come l’olio qualsiasi viaggio, anche il più disagiato.

Parte lo squillo della tromba e inizia una sorta di “processione metafisica” verso l’assoluto: lontano dagli improvvisati affaristi vocianti, dai brutti ricordi, da questo vagone e da ogni oggetto o persona che abbia a che fare con esso.

mahler.jpg


Un proverbio ebraico recita: “Quando l’uomo pensa Dio sorride”. La musica esprime al meglio il sorriso dell’Onnipotente nell’atto di compiacersi delle proprie creature … e forse Dio stesso, quando vede gli uomini affannarsi in rumorose e fastidiose esibizioni finanziarie, si volta ad ascoltare la musica che altri grandi uomini, nel silenzio prezioso dell’ispirazione, in un mondo con pochi treni e senza cellulari, hanno saputo creare.

“Trauermarsch: In gemessenem Schritt. Streng. Wie ein Kondukt”, e cioè: “Marcia funebre. A passo misurato, severamente, come un corteo funebre”.

E’ l’auspicato funerale dell’egoismo, dell’indifferenza, dell’ordinaria stupidità che continua a contaminare questo mondo: un mondo che non pensa perché teme il pensare e grida invano per la paura del silenzio.

Occorre riconoscere il proprio male, per poterlo curare fino a ucciderlo, fino a partire, con passo severo ma sicuro, verso una nuova dimensione del pensiero e verso una qualità superiore del vivere.

A passo misurato, naturalmente, perché è proprio la misura che ci manca: nel parlare come nell’agire.

Si “corre” verso il baratro, mentre si procede “a passo misurato” verso le conquiste che contano e danno senso alla vita portandoci a destinazione.

Stazione arrivo.jpg


Proprio come il treno dei pendolari, che tra un pensiero e l’altro è arrivato in stazione.

La creazione poetica

  Garcia Lorca.jpg

"La creación poética es un misterio indescifrable, como el misterio del nacimiento del hombre. Se oyen voces, no se sabe de dónde, y es inútil preocuparse de dónde vienen."

 [Federico García Lorca]

martedì, 15 marzo 2011

150°: giustamente festa!

"Raccolgaci un'unica bandiera, una speme, di fonderci insieme già l'ora suonò ..." 

Immagine1.jpg
Buon tricolore e buona unità a tutti. Viva l'Italia!

giovedì, 10 marzo 2011

Fiatinsieme, secondo incontro

Sabato 12 marzo, presso l’Orto di San Matteo, a Castelfranco di Sotto, si terrà il secondo incontro del progetto FIATINSIEME, organizzato nell’ambito dei Laboratori Culturali con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Castelfranco e del gruppo “Four Red Roses”.

Castelfranco di Sotto.jpg

Il laboratorio sarà suddiviso in tre momenti. Alle 15.00 programmazione, presentazione dei docenti e dei partecipanti, prima seduta di warm up, ripasso dei brani studiati nel corso del primo incontro, lettura dei nuovi brani. Alle 16.15 un piccolo rinfresco di carnevale, cui seguiranno le prove di sezione e in cui sarà possibile, per chi lo vorrà, usufruire delle lezioni dei docenti intervenuti. A partire dalle 17.30 prova di concertazione dei brani in programma e, alle 18.30, esibizione di chiusura con ingresso gratuito.

Euphonium.jpg

Per aderire o per qualsiasi informazione al riguardo è possibile rivolgersi alla segreteria dell’Accademia Musicale di San Miniato Basso e dei Laboratori Musicali di Castelfranco di Sotto, oppure scrivere a fernandoblog@alice.it